Lezione di dialetto romagnolo …
Let’s speak Riccionese!

L’anno scorso vi avevamo proposto alcuni termini dialettali romagnoli per districarvi agilmente nel linguaggio riccionese … Anche per quest’estate vi segnaliamo qualche parola che potrebbe esservi utile tra ristoranti e stabilimenti balneari della Riviera…

Lumachini
Sono tra le specie del genere Neverita (la Josephinia, la Millepunctata, la Hebraea) a cui si aggiunge stesso il Garagollo (Aporrhais Pes Pelecani) quella conchiglia che termina con tre prolungamenti digitiformi appuntati alle estremità, a forma, appunto, di piede di pellicano. Vanno mangiato con lo spillo o con lo stuzzicadenti per estrarne l’animale, mentre il garagollo va “scornato”, per rompere la parte inferiore e poter tranquillamente aspirare e succhiare la carne.

Morgantone/morgantona
In dialetto murganton signofica moccioso, e l’aggettivazione non si applica solo ai bambini quando hanno il moccio al naso, ma anche agli adulti quando sono grandi, grossi e  sciocchi.

Amore
In Romagna “i signori e le gentildonne fanno l’amore, i purèt i chèrga” (Quondamatteo). Di quì il termine cargadòr;  un che chèrga una masa è perciò un amatore, un dongiovanni che bada più alla quantità che alla qualità.

Pataca
Parola chiave del parlare romagnolo, perchè pataca, nel nostro dialetto, è termine complesso e ricco di sfumature…1° patacca come moneta falsa o di poco valore, come medaglia, distintivo, decorazione, piastra, stemma, scudetto, vecchio e grosso orologio da tasca, oggetto di anticuariato di dubbia autenticità.
patacca come macchia sugli oggetti e soprattutto sugli abiti, quasi come loro ironica decorazione.

patacca per definire persone inette, sciocche, buone a nulla, credulone, tre volte buone, oppure, come si dice con una felice espressione forse veneto-friulana, “imbranate”. Modi di dire locali: nu fa e’pataca (non fare il pataca), t’sì è ste un gran pataca ( sei stato un gran pataca), lasà andè difè’è pataca (smetti di fare il pataca), è sarà pòc paraca? (sarà poco pataca?


Invornito
Una parola dialettale romagnola fra le più belle e le più usate, oltre “pataca” è appunto “invurnìd” molto spesso italianizzata in “invornito”.”L’invornito è un impacciato, ha il capo grave, affaticato; addormentaticcio, mezzo addormentato o anche stupido, mogio, stordito, sciocco, tonto, tardo. Di una persona anziana (troppo) si dice ormai lè bèla dvènt invurnìd”
Bagnasciuga
Quel tratto di spiaggia appena lambito dalle onde ove il mare bagna la sabbia per poi ritirarsi subito dopo lasciandola asciutta e pronta per un’altra lavata

Brezza
Vento rigido e asciutto; brezza fresca, brezza distesa e di forza disacreta…

Imbrocco
La rete da imbrocco ha la funzione di “incontrare” talmente il pesce (sarde, cefali, sogliole, branzini, canocchie, etc.) da farlo infilare dentro, contrariamente alle altre reti che servono a indirizzarlo o deviarlo o contenerlo.

Cappone
Da Capo , caponis, da cui accaponarsi – venir pelle di cappone, cioè i brividi. ”L’operazione di castrazione del galletto – annota Quondamatteo – che ho visto praticare diverse volte, sempre da una donna, avveniva senza…anestesia. La povera bestiola stretta tra le ginocchia della carnefice, veniva ripulita, sotto il culo, delle penne. Poi una netta sforbiciata ed una mano lesta penetrava all’interno alla ricerca dei due ”fagiolini” che non sempre venivano estratti interamente. Una svelta ricucitura della ferita, con aspersione di cenere per disinfettare e frenare il sangue. Seguiva il taglio della cresta perchè il danno non si aggiungesse alla beffa mentre i “fagiolini” venivano dati da mangiare ai giovinetti per rafforzare la loro virilità.
Castrato
Maschio della pecora privato dei suoi attributi virili e carne che se ne ricava.
Capitone
Anguilla di grosse dimensioni, è un pesce che nasce di limaccio, cioè di mota, e però quando più la pigli, quando più la stringi, più ti sfugge. L’anguilla conta estimatori innamorati e detrattori implacabili e la ragione sta nella sua somiglianza con la comune biscia.
Almadira
“Nel gergo comune sono i rifiuti solidi (legnetti, carbone) o meglio i detriti che il mare getta a riva dopo la mareggiata, dopo averli trattenuti per molto tempo sul fondo delle fosse con altri sedimenti. La parola “almadira” nell’eccezione comune sottende sempre, oggi, il significato di rifiuto; ma non era certamente così per coloro, che la usavano per accendere il fuoco.
Burdel
“Bambino ragazzo, figlio. La parola che fa ridere i non romagnoli per la sua parentela con bordello”
Calare
L’azione del calare e recuperare la rete o le vele. Quondamatteo ci avverte che quando la calata è buona sono chili e chili di buon pesce, ma quando è breve (per il maltempo o per il sopraggiungere della finanza o della Guardia costiera se si pesca in giorni o acque proibite) cambia nome e si chiama baligot.
Calata è anche, forse per identificarlo con la caduta dei pantaloni, sinonimo di atto sessuale: “Ieri sera ho fatto due calate” è di derivazione greca chalan e cioè allentare.
Bonaccia
Può essere bianca, ma non colorata. E’ la calma del mare senza vento; quand’è bianca è assoluta ed era temutissima dai navigatori a vela che dovevano scendere nelle scialuppe e trainare la nave a forza di remi in zone di mare dove si potesse almeno trovare un pò di “bava”

Un nuovo gioco da fare in auto
mentre si viaggia verso Riccione

VOYAGER

Voyager e’ un gioco di parole particolarmente adatto ai viaggi, perché non richiede altro che una buona memoria ed una discreta conoscenza delle parole della nostra lingua. I punti si possono segnare utilizzando le dita. Un’unica raccomandazione: non correte subito alla fine della lettera proposta, dicendo l’ultima parola della lettera (leggendo le regole, capirete). Gustate invece il gioco con calma, durerà un po’ di più, ma sarà sicuramente più piacevole. ·

GIOCATORI: quanti si vuole, ognuno di sé, o a coppie affrontate. ·
MATERIALE DI GIOCO: lettere e parole. ·
OBIETTIVO: divertirsi e vincere totalizzando meno penalità degli avversari.

REGOLE DI GIOCO:

1. Comincia un giocatore scelto a sorte e si ruota in senso antiorario.

2. Si comincia dalla lettera “A”. Il primo giocatore dice: “A”. Il secondo giocatore dice una parola qualsiasi che cominci per “A”, ad es: ABETE. Il giocatore che segue deve dire una parola “successiva” alla parola precedente; in pratica una parola che nel vocabolario venga dopo la parola pronunciata dal secondo giocatore. Proseguendo l’esempio, dopo ABETE si può dire ACACIA. E’ sbagliato ABACO che, invece, viene prima di ABETE.

3. Si continua poi così. Ogni giocatore cerca di dire una parola “seguente” a quella del giocatore precedente, come in una sorta di asta con le parole.

4. Obiettivo di ciascun giocatore e’ quello di mettere l’avversario nell’impossibilità di dire una parola “successiva” con la lettera prefissata. Se, ad esempio, un giocatore dice: “AZZURRO” e l’altro non riesce a replicare con una parola “seguente”, cambia lettera. Cioe’, in questo caso, dice una parola che comincia con la lettera “B” ed il gioco prosegue.

5. Il giocatore che cambia lettera segna una penalità a proprio svantaggio.

6. I cambi di lettera debbono essere progressivi: cioe’ dopo la “A” si passa alla “B”, poi alla “C” ecc. Fino ad arrivare alla “Z”. Si consiglia comunque di recludere le lettere “J”, “K”, “Y”, “X”, “W”. 7. Il giocatore che dice l’ultima parola che inizia con la lettera “Z”, determina la fine del gioco. 8. Vince il giocatore che, alla fine del gioco, ha accumulato meno penalità (in pratica chi ha effettuato meno cambi di letter).


Giochi da fare in auto per vacanze in allegria

1. QUALE COLORE VINCERA’?

GIOCATORI: quanti si vuole, ognuno per sé, oppure due squadre contrapposte. ·
MATERIALE DI GIOCO: carta e matita per tutti.
OBIETTIVO: fare una statistica

REGOLE DI GIOCO:
Disegnate una griglia: ogni riga indica un diverso colore d´auto. Segnate una casella con una X ogni volta che passa un´auto di quel colore. Vedete quale linea si riempie prima. Ricordatevi che i bambini oltre che giocare tra loro saranno sempre contenti di ricevere singolarmente la vostra attenzione e di giocare solo contro di voi.

2. BINGO

GIOCATORI: quanti si vuole, ognuno per sé, oppure due squadre contrapposte.
MATERIALE DI GIOCO: carta e matita per tutti.
OBIETTIVO: divertirsi e vincere indovinando la parola misteriosa.

REGOLE DI GIOCO:
Questo gioco va bene soprattutto se siete tanto sfortunati da incappare in qualche coda.
1. Fate scrivere ai vostri bambini 10 lettere e 5 numeri e poi guardate le targhe delle macchine che vi circondano.
2. Cancellate dalla vostra cartellina i numeri e le lettere trovate.
3. Vince chi per primo fa bingo (cioe´ le cancella tutte).

3.  E SE FOSSIMO PARTITI 100 ANNI FA ….

Questo e´ un gioco che potete fare tutti insieme e che richiede solo molta immaginazione. Provate a domandare come sarebbe stato il viaggio se invece dell´auto foste andati con un calesse 100 anni fa. Quanto sarebbe durato, dove vi sareste fermati, dove avreste dormito, dove avreste trovato l´acqua e la biada per i cavalli e…. tutte le domande che vi vengono in mente.

La favola di “Diamantino il Pinguino”,
la mascotte dell’Hotel Diamond

Eccovi la storia della nostra mascotte Diamantino il Pinguino! Siamo sicuri che i vostri bambini si divertiranno molto se gliela leggerete …

“Una volta nell’antico vicino al Polo Sud, nacque un pinguino molto freddoloso. La mamma non sapeva come fare a riscaldarlo tanto che continuava a coprirlo di coperte, sciarpe, guanti e cappotti, ma egli tremava sempre più con febbri da cavallo. Alla fine la madre decise di portarlo dal Gran Capo dei pinguini a chiedere consiglio, infatti il cucciolo più il tempo passava più le sue condizioni di salute peggioravano e se non si fosse fatto qualcosa sarebbe probabilmente morto.

Il Capo era un pinguino molto vecchio e saggio, aveva ereditato dai suoi antenati poteri magici, soprattutto le sue profezie s’avveravano sempre, tanto che il popolo dei pinguini lo consultava sempre quando si dovevano prendere importanti decisioni. Viveva in una grotta all’interno della quale c’erano dei magnifici vasi di margherite che, non si sa il perchè, continuavano a sbocciare nonostante il freddo polare.

Il Vecchio vedendo quel cucciolo così freddoloso, consigliò alla madre di lasciarlo partire perchè il suo destino l’avrebbe accompagnato in un altro posto, più caldo e adatto a lui, dove il freddo era sconosciuto, in quel luogo c’erano solo 2 stagioni: una tiepida primavera e una calda estate. Il capo prese il cucciolo, gli sussurrò all’orecchio “Buona Fortuna” e congedò la madre.

Quest’ultima ancora più disperata di prima, non conoscendo al significato di quelle parole, chiese consiglio anche a suo marito ed agli altri suoi piccoli, ma tutti le ripetevano che avrebbe dovuto eseguire il consiglio del loro Capo e lei, alla fine così fece. Coprì bene il suo pinguino e lo salutò, dicendogli di avere sempre fede, di comportarsi bene con tutti e di lasciarsi guidare dal suo buon cuore. Con le lacrime agli occhi, il cucciolo si allontanò, camminò per mesi e mesi, valicò le montagne, le Alpi, nuotò senza meta fino al mare Adriatico. Quì esausto, si fermò sulla riva di una città il cui cartello portava scritto: “Riccione”.

Stanco, affamato e per la prima volta, veramente accalorato, decise di cercare un bel giardino dove dormire un pò tranquillo. Girovagò tra i viali della zona sud di Riccione, l’Abissinia, e si fermò in un giardino dove c’erano tanti bei vasi di margherite uguali a quelli che aveva visto solo nella grotta del Gran Capo. Questi fiori gli riportarono alla mente le sue parole e così si addormentò felice. Al suo risveglio vide tre ragazze, che impietositesi dalle sue condizioni, gli offrirono d’apprima una gustosa merenda, poi gli tolsero il grande cappotto di lana ed il suo pesante maglione e gli fecero indossare uno strano cerchio di gomma gonfio d’aria, che loro chiamavano salvagente.

Molto curioso, il pinguino vide che le ragazze avevano le magliette identiche con la scritta Hotel Diamond ed incuriosito, chiese loro spiegazione. Le tre ragazze non risposero, perchè naturalmente non conoscevano la sua lingua, il “Pinguinese”, ma egli , dopo avere osservato per un pò il loro comportamento, capì che si trovava in compagnia di amiche, tre brave animatrici, delle quali si sarebbe potuto fidare. Incominciò così la sua nuova vita: andare al mare con loro, conoscere tanti bimbi, fare castelli di sabbia, giocare a palla o con le bilie, sempre divertendosi da morire. Verso sera le animatrici gli prepararono una stanza tutta per lui, piena di mille conforts, nella quale si trovò molto bene e per la prima volta dopo tanto girovagare, si sentì come se fosse ritornato a casa sua. Arrivato il momento della cena , le tre animatrici gli portarono tante cose buone, tutte specialità romagnole dicevano, alcune dal nome sconosciuto per lui, quali la piadina, altre che gli ricordavano il cibo di casa sua ma con un gusto davvero speciale, come il pesce fresco dell’Adriatico.

E per finire, non si sa come facessero a saperlo, gli portarono tante torte e dolci, di cui era sempre stato goloso. Ma le sorprese non finivano mai: dopo cena infatti, gli insegnarono a ballare la baby dance ed a cantare con il Karaoke dell’Hotel Diamond. Per il nostro pinguino non fu difficile abituarsi al bel clima caldo di Riccione ed alle premurose attenzioni di tutto lo staff dell’hotel, che lo avevano fatto sentire di nuovo “a casa”, dopo che per tanto tempo era rimasto solo soletto.
Quel pinguino vive da allora felice e contento nella sua stanza dell’hotel Diamond, tanto che quasi tutti pensano che sia nato lì e per questo lo chiamano Diamantino.


Ogni sera passa a trovare un suo amico speciale, il Delfino Ulisse al quale dà la buonanotte prima di andare a dormire.
Adesso Diamantino accoglie i nuovi bimbi dell’hotel, li accompagna a giocare e divertirsi.

Anche se i suoi genitori ed i suoi fratellini possono venirlo a trovare solo qualche giorno all’anno, perchè il clima è troppo caldo per loro, non soffre di solitudine, perchè all’hotel Diamond ha trovato tanti compagni di giochi, che rappresentano la “sua nuova famiglia”

Con affetto
Hotel Diamond Riccione

Stai scegliendo il nome di tuo figlio? Ti vogliamo dare qualche suggerimento (3)

In questo post vi suggeriamo altri spunti per scegliere il nome del vostro bambino… Buona lettura!

Margherita
origine: greca – onomastico: 22/02 – segno: capricorno – numero: 9 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: mercurio
Molto diffuso in Italia, alla base del nome è il termine greco margarites derivato sal sanscrito maujari, “bottone di fiore”. Margherita è forte, generosa, egoista, malinconica.
Marica
origine: greca – onomastico: 01/11 – segno: cancro – numero: 6 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: ferro
Diffuso soprattutto nel Centro-Nord anche nella variante Marika. E’ un nome antichissimo e di etimologia incerta, derivato probabilmente da una parola greca col significato di “fanciulla splendente”. Marica è una messaggera di pace e con la dolcezza e l’ umanità che la caratterizzano si schiera sempre dalla parte dei più deboli; sincera e fedele.
Martina
origine: latina – onomastico: 11/11 – segno: pesci – numero: 3 – colore: giallo – pietra: diamante – metallo: oro
Il nome è diffuso in tutta Italia ma in particolar modo al Nord, riprende l’ antico soprannome latino derivato da Mars, con il significato di “sacro a Marte”. Da bambina è docile ma anche indipendente. Pacifica, sensibile, intuitiva, sognatrice e dotata di un intelligenza sottile.
Mirko/a
origine: slava – onomastico: 1/11- segno: scorpione – numero: 8 – pietra: ametista – metallo: mercurio
E’ abbastanza diffuso soprattutto nelle regioni centrali. E’ presente anche nelle forme meno diffuse Mirko e Mirka. La gioia di vivere e l’audacia lo accompagnano in ogni momento della sua vita: è un entusiasta capace di trovare sempre il lato positivo delle cose. La sua energia è contagiosa e riesce a trascinare e sedurre chiunque gli stia vicino.
Nicola
origine: greca – onomastico: 06/12 – segno: leone – numero: 9 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: oro
E’ un nome ampiamente diffuso in tutta Italia, soprattutto al Sud, dove è presente anche in numerose varianti tra cui Nicolò, Niccolò, Nicol, Nicolino, Nicolangelo. Incurante delle opinioni altrui, volitivo, sicuro di sè, non ha alcun interesse per il successo però può fare e ottenere ciò che vuole. Razionale, intelligente, metodico, eloquente, sottile, portato per le scienze e per gli affari.
Noemi
origine: ebraica – onomastico: 14/12 – segno: ariete – numero: 3 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: ferro
Diffuso soprattutto in Toscana e in Emilia Romagna, il nome è ripreso dall’ Antico Testamento. Noemi è intelligente, coraggiosa, forte, vivace ma soprattutto fortunata.
Omar
origine: araba – segno: leone – numero: 3 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: oro
Altresì scritto Umar, fu il nome del secondo califfo successore di Maometto. Omar protegge, ripara, ospita tutti coloro che si rivolgono a lui. Serio, ponderato, fiducioso in se stesso, si sente investito da questa missione, e per questo motivo, risulta a volte superbo e sicuro di sè.
Raffaella/Raffaele
origine: ebraica – onomastico: 24/10 – segno: acquario – numero: 7 – colore: giallo – pietra: topazio – metallo: oro
E’ un nome di origine cristiana ed affermatosi nel Medioevo. Persone istintiva, allegra, sensibile, generoso.
Rebecca
origine: ebraica – onomastico: 30/08 – segno: sagittario – numero: 1- colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: ferro
Nome biblico (Rebecca era la moglie di Isacco). Rebecca è intelligente e raffinata, astuta e sensibile; vuole emergere ad ogni costo ma più per i familiari che per se stessa.
Riccardo
origine: germanica – onomastico: 03/04 – segno: gemelli – numero: 7 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: oro
Nome molto diffuso in tutta la Penisola Si è diffuso in ambienti cattolici a seguito del culto San Riccardo vescovo di Chichester. Fu il nome di tre re d’Inghliterra. Riccardo è un valoroso, sicuro di sè, molto intelligente ed ambizioso. Non teme le avversità, per perseguire il risultato è disposto anche a calpestate qualcuno.
Roberto/Roberta
origine: germanica – onomastico: 17/09 – segno: vergine – numero: 6 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: rame
Nome di tradizione germanica, ampiamente diffuso anche grazie al culto di San Roberto Bellarmino. Chi porta questo nome è dotato di intelligenza, memoria, volontà, sicurezza in sè, vivacità, ma portato a vivere una certa angoscia esistenziale.
Selene

origine: greco – onomastico: 02/04 – segno: toro – numero: 6 – colore: viola – pietra: zaffiro – metallo: argento
Di ampia diffusione solo di recente, deriva dalla parola greca selas, luce. E’ una persona dinamica con un’alta considerazione di sè stessa. Possiede uno spiccato equilibrio interiore e senso di responsabilità.
Serena
origine: latina – onomastico: 02/08 – segno: acquario – numero: 2 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: rame
Diffuso principalmente al Nord, anche nella variante Serenella, nome augurale di una vita felice e serena. Serna è seria, umile rispettosa delle tradizioni. Non è ambiziosa e non conosce fatica o distrazioni.
Sharon
origine: palestinese – onomastico: 10/09 – segno: acquario – numero: 3 – colore: arancio – pietra: ametista – metallo: ferro
Deriva da saron, antico nome palestinese (indicava una zona geografica). Sharon è una persona ottimista e vive intensamente le emozioni. Si prodiga per aiutare chi si trova in condizioni svantaggiate.
Tommaso
origine: aramaica – onomastico: 03/07 – segno: cancro – numero: 2 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: rame
Diffuso in tutta Italia, soprattutto nel Lazio e in Sardegna. Alla base è il soprannome dell’ apostolo dei Vangeli divenuto famoso per la sua incredulità. Tommaso è un filosofo nato, uno scienziato brillante, un dotto, un erudito dedito alla lettura e agli studi. Generoso, stabile, fedele.
Zoe
origine: greca – onomastico: 05/07 – segno: gemelli – numero: 1 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: argento
Il nome, distribuito in tutta Italia, continua il tardo personale latino derivato dal greco Zoe che significa “vita”. Zoe è innamorata della vita e dedita all’ applicazione di tutta la gamma dei sentimenti umani: dalla rabbia alla pace, dall’ amore all’ odio, dalla generosità all’ egoismo.

Tratto dal libro : ” Nomi & Nomi ” Guida completa alla scelta del nome di tuo figlio. Ed. Giunti Demetra 2006

Stai scegliendo il nome di tuo figlio? Ti vogliamo dare qualche suggerimento (2)

Eccoci di nuovo con tanti nomi per i vostri futuri pargoli… C’è da sbizzarrirsi!

Edoardo
origine: anglosassone – onomastico: 13/10 – segno: capricorno – numero: 5 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: oro
Diffuso in Campania prevalentemente nella forma dialettale, Eduardo, che potrebbe però essere stata ripresa anche dal latino ecclesiastico Eduardus. Edoardo ama la ricchezza e le grandi fortune che costruisce nel corso della sua vita. Si appasiona alla retorica, alle battaglie per le idee, ai nuovi orizzonti e agli spazi sterminati. E’ fondalmentalmente un intellettuale.
Elena
origine: greca – onomastico: 18/08 – segno: cancro – numero: 4 – colore: giallo – pietra: topazio – metallo: oro
Diffuso in tutta Italia, al quindicesimo posto, anche nella variante doppia Elena Maria. Elena è sicura di sè, della sua forza e del suo giudizio, avrebbe il valore necessario per imporsi sugli altri. Se non lo fa, è perchè ha troppo rispetto per le libertà altrui e per l’ autodeterminazione di ciascuno.
Emanuele/Emanuela
origine:ebraica- onomastico: 26/3 – segno: vergine – numero: 3 – pietra : rubino – metallo: oro
Ha molti direvanti, tra cui Emmanuele, Manuele,Manuel e Manolo. Di origine ebraica. E’ introverso, fedele, generoso, di ampie vedute e il suo cuore è puro e semplice.
Emma
origine: germanica – onomastico: 19/4 – segno: bilancia – numero : 3 – colore : giallo – pietra: topazio – metallo: oro
Di origine germanica e misteriosa etimologia.Emma ama la poesia, la musica e le arti; è sensibile, raffinata e generosa.
Enea
origine: greca – onomastico 15/11 – segno: pesci – numero: 6 – colore: giallo – pietra: rubino – metallo:oro
Riprende il nome dell’eroe troiano figlio del re Priamo e di Afrodite, fondatore della stirpe da cui sarebbero discesi i Romani.E’ un uomo di grande fascino, sempre pronto per grandi avventure di spirito o di cuore.
Enrico
origine: germanica – onomastico 13/7 – segno: saggittario – numero: 9 – colore: viola – pietra: ametista – metallo: argento
Il nome si è diffuso in tutta Italia e ha molte varianti, come Errigo, Arrigo. E’ chiaro e allegro come il suo nome.Il suo aspetto è cavalleresco, di una grazia semplice e aristocratica.Ha bisogno di credere in qualche utopia per fuggire dalla realtà con la quale comunica con inaspettata facilità.E’ generoso, vivace ed entusiasta.
Fiamma
origine:medievale – onomastico: 1/11 – segno: sagittario – numero: 3 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: ferro
Distribuito sopratutto al centro Nord anche nella forma alterata Fiammetta. Fu un antico soprannome poi diventuo nome personale di ampia diffusione grazie anche all’ opera del Boccaccio. Fiamma è anche il nome di una maschera toscana ed è il nome tipico del personaggio della giovane serva. Innocente e ambiziosa, sensuale e vivace, si lascia guidare dagli impulsi e non si sofferma mai a riflettere sulle cose.
Filippo
origine: greca, – onomastico: 26/5 – segno: acquario – numero: 1 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: ferro
Nome distribuito in tutta Italia, ma con diverse varianti: Firpo, Lippo. Personaggi illustri ebbero questo nome: l’architetto Brunelleschi, lo scrittore Marinetti, e il pittore De Pisis. Filippo si piega ma non si spezza; è virile, autoritario, intelligente e di buona memoria.E’ adatto al comando e al successo.
Gaia
origine: greca – onomastico: 1/11 – segno: vergine – numero: 7 – colore: bianco – pietra: zaffiro – metallo: bronzo

E’ un nome il cui uso in Italia è in forte crescita. Deriva dal greco e significa “terra”. La coscienza è sempre al primo posto per Gaia; è sensibile, generosa, e dotata di grande umanità.Costantemente allegra e spensierata, la vita per lei è una sfida continua da affrontare con il sorriso.
Giacomo
origine: ebraica – onomastico: 25/7 – segno: gemelli – numero: 4 – colore : rosso – pietra : rubino – metallo: rame
Si presenta anche nelle varianti Iacopo e Jacopo, Lapo, Puccio e Giacobbe. Nel suo destin o c’è la battaglia, fisica o con la parola, per gli ideali o solo per difendere se stesso o i suoi cari. E’ incapace di accettare ciò che si definisce consuetudini, tradizioni, sistemi filosofici predeterminati. Così la vita è tutta una lotta che affronta con energia inesauribile.
Giada
origine: spagnola – onomastico : 1/11 – segno: pesci – numero: 2 – colore: verde – pietra: giada – metallo: rame
E’ un nome affettivo di moda recente ripreso dal minerale. Viene attribuito in genere per augurare bellezza morale e spirituale. Sul calendario cristiano non appaiono sante con questo nome. Creatura rara, fragile, ansiosa.
Gioele
origine: latina – onomastico: 13/7 – segno: cancro – numero: 6 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: argento
E’ ormai raro e disperso, riprende il nome del secondo profeta minore dell’ Antico Testamento. Ha un coraggio esemplare ed è un amico fidato più che un amante fedele.
Gioia
origine:latina – onomastico: 1/11 – numero: 6 – colore: giallo – pietra: diamante – metallo: stagno
Accentrato quesi totalmente in Toscana, è un nome affettivo e augurale in voga già dal Medioevo. Gioia cerca incessantemente un punto di riferimento che la possa aiutare a ragguingere l’equilibrio di cui è totalmente mancante.

Leila
origine: araba – onomastico: 1/11 – segno: cancro – numero: 4 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: argento
E’ un nome di moda letteraria e teatrale insorto nell’Ottocento e diffuso nel Nord e nel Centro anche con le varianti Leyla e Laila.Leila è adatta al comando e se lo rifiuta è oer dar retta a quella sottile vena di irrazionalità che la attanaglia.
Leonardo/a
origine: germanica – onomastico: 6/11 – segno: gemelli – numero:2 – colore: bianco – pietra: diamante – metallo: oro
Presente in tutta Italia, soprattutto in Puglia e Sicilia già dal Medioevo con le varianti Leonardo, Naldo e Naldino. La sua vita è un susseguirsi di eventi futili, avventure galanti; inseguirà fino alla fine il denaro, la bella vita e le grandi fortune ma non investirà troppa energia per arrivarvi.
Leone
origine: latina – onomastico: 10/11 – segno: vergine – numero: 1 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: rame
Nella forma fondamentale il nome è distribuito in tutta Italia. E’ portato per le battaglie soprattutto politiche, è un bravo oratore. Attenzione però: se non è sostenuto da una personalità completa può ripiegare su se stesso e diventare un perdente.
Letizia
origine: latina – onomastico: 13/03 – segno: leone – numero: 6 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: argento
Distribuito in tutta Italia, nome tardo – latino di significato augurale e affettuoso appartenente alla divinità romana dell’ abbondanza e della fertilità Laetitia.Non conosce le meschinità, la menzogna, i compromessi, la paura, l’ intolleranza ed il tradimento è adatta sia per la vita sociale sia per quella familiare
Tratto dal libro : ” Nomi & Nomi ” Guida completa alla scelta del nome di tuo figlio. Ed. Giunti Demetra 2006

Stai scegliendo il nome di tuo figlio?
Ti vogliamo dare qualche suggerimento (1)

Lo chiameremo?
“Luigi, come mio padre, oppure Tommaso?…”Claudia, se sarà femmina, Andrea se sarà maschio”…”Martina, Emma, Sara, Maria, o forse Roberta: non abbiamo ancora deciso… Ed allora eccovi qualche informazione in più su storia ed etimologia dei nomi per scegliere con consapevolezza il nome di vostro figlio o della vostra bambina…
Achille
Origine greca – onomastico 11/05 – segno gemelli – numero 2 – colore rosso – pietra:rubino – metallo: ferro
Si diffonde soprattutto nell’italia settentrionale, a partire dall’ultimo Medioevo e sopratutto dal Rinascimento, quando, nel rinnovato interesse per i classici, si tornano a leggere i poemi omerici.
Agata
origine: greca – onomastico: 05/02 – segno: toro – numero: 6 – colore: viola – pietra: ametista- metallo: oroE’ un nome diffuso in Sicilia in omaggio a Santa Agata patrona della città di Catania. Agata sarà una bambina frenetica che diventerà una donna curiosa e circondata da amici
Alessandro/Alessandra
origine: greca- onomastico: 26/08 – segno: pesci – numero: 3 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: oro
E’ un nome diffuso in tutta italia, ebbe grande diffusione nel rinascimento, sostenuto da ben quaranta santi riconosciuti dalla Chiesa. Alessandro avrà un temperamento da lottatore ed un amore grande per l’avventura. Generosità, orgoglio e pazienza rendono imprevedibile questo bambino che diventerà un uomo irresistibile
Ambra
origine: araba – onomastico: 01/11 – segno: sagittario – numero: 5 – colore: giallo – pietra: topazio – metallo: argento
Diffuso dal tardo medioevo soprattutto in Emilia Romagna e Toscana. Il nome augura alla neonata bellezza e luminosità pari alla preziosa resina fossile. Chi lo porta i contraddistingue per l’incostanza ed il capriccio, la paura della solitudine e l’insoddisfazione
Andrea
origine: greca- onomastico: 30/11 – segno: sagittario – numero: 6 – colore: rosso – pietra: rubino – metallo: argento
Nome diffusissimo in tutta Italia ed in tutto il mondo (tanto da essere al primo posto come diffusione numerica nella classifica mondiale). La più grande caratteristica di chi porta questo nome è la virilità. L’etimologia indica Andrea come uomo tra gli uomini.
Arianna
origine: greca- onomastico: 17/09 – segno: sagittario – numero: 3 – colore: blu – pietra: rubino – metallo: rame
Nome accentrato soprattutto in Emilia Romagna, si è diffuso grazie alla letteratura classica, era infatti il nome della figlia del re di Creta Minosse, si ricorderà il famoso “filo di Arianna”. Negli ultimi decenni il nome ha avuto una rinnovata diffusione. Nulla può fermare Arianna che sarà vivace, gaia e forte.
Asia
origine: latina – onomastico: 27/07 – segno: bilancia – numero: 5 – colore: giallo – pietra: zaffiro – metallo: oro
Antico nome mitologico oggi molto diffuso in tutta Italia. In origine era un nome maschile, ma oggi viene usato solo al femminile. Asia è ottimista per natura e difficilmente si lascia sopraffare dagli eventi negaivi. Curiosa, molto intuitiva, creativa. E’ un vero ciclone.
Aurora
origine: sabina – onomastico: 20/11 – segno: leone – numero: 5 – colore: blu – pietra: zaffiro – metallo: oro
E’ un nome augurale che ha iniziato a proporsi durante il medioevo. Aurora è luce, chiarore, serenità, molto intelligente diffida dei legami che potrebbero essere di intralcio alla libertà. Non ama la routine che considera una prigione
Beatrice
origine: latina – onomastico: 29/07 – segno: capricorno – numero: 6 – colore: azzurro – pietra: zaffiro – metallo: platino
Ampiamente diffuso (anche nelle varianti Bea e Bice) il significato è “beatitudine dell’anima”. Il nome si è affermato anche grazie al personaggio di Beatrice la donna angelicata amata da Dante Alighieri. Beatrice ama il benessere, la vita tranquilla e familiare, ma è anche mondana, ambiziosa nella vita professionale a volte tende ad abbandonarsi ad eccessi di insoddisfazione, tende comunque a qualcosa di più elevato dei paiceri materiali.
Bianca
origine: germanica – onomastico: 02/12 – segno: cancro – numero: 9 – colore: giallo – pietra: topazio – metallo: oro
E’ un nome diffuso in tutta Italia spesso insieme ad altri nomi Bianca Maria, Bianca Rosa. L’origine del nome è medioevale. Molto usato nelle dinastie spagnole, francesi ed italiane. Bianca è un capo, una dominatrice, emerge tra gli altri come leader indiscusso, ma affianca anche l’allegria ed il buonumore. E’ più fedele in amicizia che in amore.
Cecilia
origine: etrusca – onomastico: 22/11 – segno: gemelli – numero: 1 – colore: azzurro – pietra: zaffiro – metallo: argento
Il nome è diffuso in tutta Italia, ma specialmenti in Lombardia. Deriva dal latino Caecilius (una delle più antiche famiglie Romane) connesso per etimologia popolare a caecus “cieco”. alla sua origine etrusca si farebbe risalire il suo secondo significato di invisibile o quello di discendente da Coeculus, mititco fondatore di Palestrina o Preneste. Santa Cecilia è patrona della musica e dei musicisti. Cecilia è irresistibilmente attratta dall’armonia delle cose, dal bello.
Celeste
origine: latina – onomastico: 06/04 – segno: ariete – numero: 2 – colore: giallo – pietra: topazio – metallo: oro
Il nome deriva dal sostantivo latino caelum “cielo”, da cui deriva l’aggettivo caelestis “celestiale”. Erano nomi molto diffusi nell’antica Roma, sia al maschile che al femminile. Oggi Celeste è utilizzato esclusivamente al femminile. Celeste è fiera e provocatoria tanto da non passare mai inosservata, ha coraggio e per questa ragione spesso si lancia in avventure folli, ma Celeste riesce sempre ad uscirne vincente.
Chantal
origine: latina – onomastico: 21/08 – segno: leone – numero: 5 – colore: giallo – pietra: topazio – metallo: rame
Poco diffuso e presente soprattutto al Nord e in Emilia Romagna, è un nome francese di moda piuttosto recente. Si è affermato anche per il culto S. Giovanna Francesca Frémiot baronessa di C.. Chantal è volubile, capricciosa, superficiale, di una superficialitàun pò apparente. Quando si toglie le maschere che usa per nascondersi, si scopre tutto il suo pudore, la sua timidezza, la sua ritrosia. E’ lunatica ma sostanzialmente solo in apparenza poichè in realta è una donna fedele, attenta e sensibile.
Cinzia
origine: latina – onomastico: 23/05 – segno: bilancia – numero: 5 – colore: viola – pietra: smeraldo – metallo: argento
Diffuso in Emilia Romagna e Toscana anche nelle varianti Cintia e Cinthia. Divenne un nome personale in epoca romana. Cinzia non tradirà nè abbandonerà mai la famiglia, gli amici, i suoi cari, poichè la sua sintonia con la vita è quando si trova in loro compagnia.
Cristina
origine: greca – onomastico: 07/04 – segno: ariete – numero: 7 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: mercurio

Diffuso in Italia, anche nella variante Christina, deriva dal greco Christòs. La sua acuta intelligenza e la sua ipersensibilità le impediscono di affrontare la vita con leggerezza d’ animo.
Désirée

origine: francese – onomastico: 08/05 – segno: cancro – numero: 6 – colore: verde – pietra: smeraldo – metallo: rame
Il nome francese Désirée deriva dal latino desideratus. Désirée si sente diversa dagli altri, incapace di accettare le regole fissate da altri. Se ne dà di sue ma, per questo motivo, non può vivere nella realtà, deve ricavarsi un posticino ai margini della società e aspettare che qualcuno condivida con lei la sua diversità.
Diego
origine: greca – onomastico: 12/11 – segno: scorpione – numero: 9 – colore: bianco – pietra: diamante – metallo: argento
Molto diffuso al sud, il nome originario greco Didachos si è poi affermato in lingua latina e soprattutto nella trasposizione spagnola Diego appunto. E’ nemico giurato dei potenti e dei dominatori, è dotato di una genrosità illimitata nei confronti dei deboli e dei bisognosi

Tratto dal libro : ” Nomi & Nomi ” Guida completa alla scelta del nome di tuo figlio. Ed. Giunti Demetra 2006

La camera di Ulisse all’Hotel Diamond
Dormire tra delfini e onde del mare

Fai una sorpresa al tuo piccolo, prenota la camera di Ulisse all’Hotel Diamond di Riccione!! Nella camera di Ulisse ogni dettaglio è stato studiato per creare una suggestiva atmosfera del mondo marino: pesci, scogli, e onde del mare creano uno scenario magico dove il vostro bambino continuerà a sognare.

Ulisse è il “delfino curioso” protagonista dello spot pubblicitario Dufour, nato da mamma Candy e babbo Bravo il 3 settembre 1997. Ulisse muove i suoi primi colpi di pinna in una tranquilla e salata delphinursery e sin dalla più tenera età ha evidenziato un carattere particolarmente vivace, trascorre infatti gran parte del suo tempo insieme agli amici di gioco Golia e Micha senza disdegnare però nuotate, salti e spruzzi in compagnia della dolcissima e elegante Cleo.
Oggi, all’età di circa 10 anni è una delle star dello spettacolo nella grande Laguna dei delfini di Oltremare. L’augurio comune è che la “Camera di Ulisse” contribuisca a loro volta ad “allungare il piacere del soggiorno a Riccione” a famiglie e ragazzi che si aspettano dalla visita al Parco una esperienza emozionale a 360°.

Filastrocche di vento e di mare
per vacanze al mare con i propri bimbi

L’orizzonte
Mare e cielo, cielo e mare. Cos’altro da osservare? La scia della nave spumeggiare, uno stanco gabbiano volare, la linea scura dell’orizzonte dietro e di fronte.
Il faro
Sopra l’isola del cormorano sta solitario un vecchio guardiano. La luce del faro controlla con cura perchè la notte sia più sicura. Appena il buio sull’acqua discende in cima al faro il raggio si accende.
La danza del vento
Il vento si agita, è sempre in fermento ed ama giocare con ogni elemento. Nei deserti, sulle dune spinge in cielo sabbie brune. Quando soffia verso i poli solleva pulviscolo di ghiaccioli. Nella bufera e nella tempesta piega gli alberi della foresta. Nella pianura senza confini ruota le pale dei mulini. Se sull’oceano allunga la mano, si scatena l’uragano!
L’onda e la cozza
La povera cozza nella risacca alla roccia tenace si attacca. In mezzo alla schiuma ed al fragore teme le restino poche ore. L’onda si infrange e lei preoccupata alla scogliera rimane ancorata.
Gabbiano e gabbianella
Un gabbiano molto fiero guarda il mare dal veliero. Da dove lo osserva la gabbianella? Dall’albero della caravella.
I profumi del vento
Il vento accarezza campi in fiore: trasporta profumi di ogni colore. Il vento corre dentro il bosco: mi porta aromi che non conosco. Il vento soffia sulla collina: odora di fieno e rosa canina. Il vento gioca con le onde del mare ed il salmastro mi fa respirare.
Le maree
I mari e gli oceani han sempre esitato, in flussi e riflussi dondolato. Tra le coste dei continenti ancora oscillano scontenti, di darsi un pò di tranquillità non hanno proprio capacità.
Segnali nella nebbia
Con questa nebbia molto fitta non vedo nulla nè a manca nè a dritta. Tutto è grigio, bianco e bagnato su questo oceano evaporato. Sento però, molto lontano, un suono lungo, come un richiamo. E’ certamente un’imbarcazione che mi segnala la sua posizione.
Maestrale
Dal Sahara con fervore lo scirocco porta calore.
Da nord-est assiderata spira la bora molto arrabbiata. Spazza il cielo il maestrale, furibondo e un pò glaciale.
Il colore del mare
- Quale colore vorresti usare per dipingere un bel mare?
- Vorrei sapere il colore vero, non importa se bianco o nero.
- Se il colore vuoi vedere, metti l’acqua in un bicchiere.
- Ehi, c’è forse qualche errore?
L’acqua del mare è senza colore.
Il gusto del mare
Poichè nell’acqua c’è sale marino, ci aggiungiamo il rosmarino, altre erbe profumate e persino le patate.
Ci aggiungiamo i vermicelli poi, invece ai fornelli, tutto quanto ben quociamo sopra il fuoco di un vulcano. Uno scorfano, un’orata, una triglia profumata. Questa sera, in fondo al molo, io mi porto il tovagliolo.
A gonfie vele
Su una zattera senza vela isso sull’albero qualche tela. Una bandiera, un tovagliolo e la camicia del mio figliolo.
Se uno spinnaker potessi spiegare, o almeno un fiocco sull’albero alzare, la mia speranza di approdare potrei forse realizzare.
Uragano
Che cosa fa montare la collera del mare? Non i pesci che lo popolano, non le navi che lo navigano. E’ stato il vento, il vento rabbioso che urla al largo e soffia impetuoso.
La perla
Un’ostrica sbadata, una sera assonnata, beata sbadigliò e la sua perla mostrò. Passata qualche ora, l’ostrica si svegliò ma dentro le sue valve la perla non trovò.
Morale:
se sei un’ostrica non sbadigliare o il tuo tesoro potran derubare.

L’abecè (glossario di alcuni termini
e modi di dire tipici del riccionese)

Cosa vuol dire? Quante volte, durante un soggiorno sulla nostra spiaggia, un turista si sarà posto questa domanda all’ascolto di una parola insolita o inusitata? E dove trovare la risposta? In un dizionario, in un glossario o ancor meglio domandare al proprio albergatore o bagnino? E se questo non conosce la risposta?
Quì elencheremo alcuni termini spesso dialettali dei quali molti turisti non conoscono il significato
Albana
E’ il vitigno più antico, assieme al trebbiano, di tutta la Romagna. La sua prima descrizione viene fatta da Piero De Crescenzi nel 1233….si chiama albana.
Arzdora
La reggitrice: “colei alla quale sono affidati precisi compiti nel governo della casa”. Il termine come si potrà capire, nom è italianizzabile e l’azdora è sempre stata un personaggio chiave di tutte le civiltà contadine. Era vestita di nero, con un fazzoletto nero in testa e un grembiule (il zinale) pure nero, allacciato alla cintura con due grandi fiocchi che penzolavano sotto il sedere.
Brodetto
Secondo l’Artusi “intingolo di pesce alla marinara, specialità delle coste adriatiche” Se osserviamo che “intingolo” deriva da intingere si capisce come fin dal 1926, anno in cui a Rimini venne attestata la parola brodettus, intingere il pane secco nel sugo del brodetto, o trovarselo (il pane) già intinto sul fondo della scodella. Le variazioni della sua preparazione sono infinite dipendenti dalle tipologie di pesci, dalle stagioni, dalle località; l’Accademia Nazionale del Brodetto ne ha censite quasi duecento, almeno così si dice. Dalle nostre parti il raffinato esclude però ogni sorta di pesce turchino e la canocchia.

Cannello
“Piccila conchiglia a forma cilindrica” “Vive – ci avverte il Quondamatteo – in posizione verticale nella sabbia, ed è velocissimo nel dileguarsi, con il principio del sifone che lo risucchia a discreta profondità. E’ ottimo sulla graticola, avendo prima estratto (facendolo bollire) il “tubo” che lo compone, naturalmente con un poco di pane grattugiato, sale, pepe e prezzemolo.
Canocchia
“Piccolo crostaceo marino commestibile a forma allungata e un pò appiattita con due arti terminanti in una chela spinosa” “Lessata, sgusciata e condita con olio, sale, pepe e prezzemolo fresco, è gustosissima e va giustamente di moda.
Capanno
In spiaggia ci sono i capanni, di legno e amovibili, perpendicolari alla linea della costa, una volta; di cemento e anche paralleli, oggi. E’ chiaro che il nome deriva da “capanna”, a sua volta originato dal latino capère cioè contenere. E infatti contengono di tutto, giocattoli, costumi, asciugamani; mentre il loro utilizzo per spogliarsi o vestirsi è in leggero disuso.
Cappelletti
“Sorta di minestra di paste, che anche si riempie di carne battuta di pollo. Così detti dalla forma. Una volta però si facevano rigorosamente senza carne. I cappelletti dovevano per forza avere fine gloriosa affogando in un buon brodo misto di carne di manzo e di cappone e mai si sarebbe accettato di mangiarli asciutti, magari con un sugo di rgù! Anzi dovevano essere cotti al dente e lasciati riposare un pò nella pentola per “prendere” il brodo e fornire ai commensali una silenziosa delizia.
Cassone o Cascione
E’ una piccola cassa, nel senso di deposito (cassone da biada) quasi cassaforte con la piada, ripiegata su se stessa, che funge da contenitore o da portafoglie l’insalat o le erbe di campagna cotte (le migliori le rosole, la pianta cioè del papavero rosso), distese all’nterno. Il tutto messo sul testo e portato a cottura.
Ciambella
Cibo di farina intriso con uova, zucchero, e burro, ridotto in forme allungate e schiacciate come un lungo filone di pane; questa forma è la più adatta per un paese di mare, visto il significato originario della parola che deriva dal latino cymbula e cioè barchetta. Ottima da imbevere nel vino, specie nell’Albana dolce, e specie se secca.
Cima
Estremità, come dice la parola stessa, di una fune, e, talvolta, per estensione, la fune stessa purchè sottile.
Cocale
Il gabbiano in dialetto (non solo romagnolo) si chiama cuchèl. Il nome è un accrescitivo di “gabbia” anche se è uno dei pochi uccelli, come forse tutti gli acquatici, che non si vede mai in gabbia, mentre invece in una cesta di vimini, a forma appunto di gabbia, ci stava una specie di altro iccello di vedetta e cioè il “gabbiere”.
Colonia
Agli inizi del Novecento sorsero sulle nostre coste, in abbondanza, gli Ospizi marini per accogliere i bambini delle città ammalati di scrofolosi; la loro struttura architettonica era severa, nettamente ospedaliera, ed erano eretti sul mare, ma in zone distanti dai centri abitati. Fu quello il periodo in cui furono iniziati ai bagni di mare anche i bravi borghesi emiliani e lombardi. Nei giornali dell’epoca si parlava di “Colonia dei bagnanti” anche loro isolati dagli indigeni.
Cozze
Mitili, peoci, datteri, muscoli, dòbc in romagnolo: i nomi sono tanti, ognuno (o quasi) per regione bagnata dal mare. I modi di cucinarli: bolliti, impanati e fritti, allo spiedo.
Formaggio Squacquarone
Panzini lo definisce “specie di formaggio molle che fanno i contadini di Romagna l’inverno” Deriva da squacquerare, risata larga, ma aver anche la diarrea, perchè molle, semiliquido, informe. Una volta veniva ceduto nei mercati, presentato su foglie di cavolo. Con la piada ripiegata a mò di cassone è una vera leccornia!
Furiano – Garbino
I due venti predominanti della nostra costa. Il Furiano, umido e fresco, molto veloce (il suo nome deriva da furia) spinge da nord-est, dunque viene dal mare ed è responsabile delle mareggiate più imponenti. Il Furiano porta bel tempo, mentre l’influenza del Garbino sulla metereologia è più complessa.
Il Garbino è un vento caldo, al contrario del libeccio dal quale deriva, ma attraversando gli appennini le masse d’aria prima si innalzano per superare le montagne poi si scaraventano verso terra, sul versante adriatico e, come tutti sanno, il gas compresso si riscalda.
Greco
Vento del Nord-Est per tutto il nord d’italia; il nome (Grecale) ne farebbe derivare l’origine dalla Grecia, appunto, ma per la sola Italia meridionale.
Levante – Ponente
Dove si leva (Est) e dove si pone (Ovest) il sole. Facendo riferimento a Riccione, levante è vers Catolga (verso Cattolica) e ponente è vers Remne (verso Rimini). Queste erano le dizioni normalmente usate per indicare i punti cardinali i quali venivano poi traslati di qualche decina di gradi in quanto “vers Remne” indicava anche il nord, e “vers Catolga” il sud.
Mistrà
Liquore ottenuto dalla macerazione in alcool o acquavite della Pimpinella Anisum. Il nome Mistrà è sicuramentte di origine veneziana e deriva dal nome, Mystràs o Misitra, di una fiorente cittadina medioevale che sovrasta Sparta, conquistata nel 1460 dai turchi e poi nel 1687 dai veneziani che ne importarono così uso e nome. E’ stato il correttivo classico di tutte le miscele di finto caffè, preparato con la cucuma(orzo, miscela vecchina, ghiande) bevute nelle case romagnole. Si diceva che i contadini lo fabbricassero in casa con il finocchio selvatico..
Moscone
Chi non sa che in Adriatico il pattìno si chiama moscone? Secondo Quondamatteo  ” è un’imbarcazione a remi con due galleggianti che consente un mirabile esercizio con tutti i muscoli; a rispettosa distanza dalla spiaggia, serve anche per fare l’amore”.
Fare il “moscone” era attribuito ” ai galanti impromti” : a coloro, cioè, che comportandosi da “mosconi che ronzano”, coniugano la galanteria con l’improntitudine.
Pagadebit
“Vino da pasto di colore paglierino, madiamente alcolico, neutro”. Così Viene descritto nei trattati enologici. “La sua origine non è nota: tale nome sembra possa trovare una giustificazione nella notevole e costante produttività. Nel bertinorese, un tempo, si facevano vigneti misti di “Albana gentile” e “Pagadebit” allo scopo di compensare la mancata produzione dell’  “Albana” nelle annate sfavorevoli; in tali annate serviva a pagare i debiti che, secondo la tradizione si erano dovuti contrarre per le spese colturali del vigneto.
Paiolo
L’insieme delle tavole che coprono la santina e costituiscono il pavimento della stiva. In origine era la paglia battuta e distesa (chi non ricorda il termine “paglione”?)  in quanto il pavimento della stiva era solitamente coperto di paglia.
Passatelli
“Specie di minestra romagnola (intriso di uovo, pane grattato, formaggio, spezie, passato,  cioè compresso, da una lamina forata per cui escono come dei budelli che si cuociono e si restringono nel brodo”. Da non dimenticare che si preparano con l’apposito ferro da passatelli, schiacciando la pasta verso il basso e facendo crescere il passatello pia piano verso il viso della schiacciante e non, orrore!, con lo schiacciapatate, sorta di estrusore domestico che schiaccia verso il basso e fa cader i pseudopassatelli sulla tavola.
Piada
La pièda, schiacciata sottile di pane azimo cotta sul testo: farina e acqua nella versione più povera, simile alla borgutta africana e uguale alla focaccia afgana. E’ il segno distintivo della nostra regiore anche se vi sono notevoli differenze fra quelle preparate a sud del Marecchia e quelle a nord. Non si chieda mai a un riccionese l’apprezzamento sulla piada di Santarcangelo o di Cesenatico (più spessa e meno croccante) e men che mai il contrario: si otterrebbero giudizi se non negativi, dubbiosi, tutti concordi comunque a rigettare le piade confezionate vendute negli Autogrill o nei supermercati delle città. Per apprezzare la piada bisogna vederla cucinare. I gesti teneri e affettuosi: lo slargare la piada magari tirandola con il matterello ai bordi per farle assumere la forma rotonda: quella della luna piena, del sole, delle coffe piatte, le ceste dei pescatori, di cui erano pieni gli occhi dei contadini e dei marinai che la usavano come supporto commestibile per qualsiasi cibo.