L’orizzonte
Mare e cielo, cielo e mare. Cos’altro da osservare? La scia della nave spumeggiare, uno stanco gabbiano volare, la linea scura dell’orizzonte dietro e di fronte.
Il faro
Sopra l’isola del cormorano sta solitario un vecchio guardiano. La luce del faro controlla con cura perchè la notte sia più sicura. Appena il buio sull’acqua discende in cima al faro il raggio si accende.
La danza del vento
Il vento si agita, è sempre in fermento ed ama giocare con ogni elemento. Nei deserti, sulle dune spinge in cielo sabbie brune. Quando soffia verso i poli solleva pulviscolo di ghiaccioli. Nella bufera e nella tempesta piega gli alberi della foresta. Nella pianura senza confini ruota le pale dei mulini. Se sull’oceano allunga la mano, si scatena l’uragano!
L’onda e la cozza
La povera cozza nella risacca alla roccia tenace si attacca. In mezzo alla schiuma ed al fragore teme le restino poche ore. L’onda si infrange e lei preoccupata alla scogliera rimane ancorata.
Gabbiano e gabbianella
Un gabbiano molto fiero guarda il mare dal veliero. Da dove lo osserva la gabbianella? Dall’albero della caravella.
I profumi del vento
Il vento accarezza campi in fiore: trasporta profumi di ogni colore. Il vento corre dentro il bosco: mi porta aromi che non conosco. Il vento soffia sulla collina: odora di fieno e rosa canina. Il vento gioca con le onde del mare ed il salmastro mi fa respirare.
Le maree
I mari e gli oceani han sempre esitato, in flussi e riflussi dondolato. Tra le coste dei continenti ancora oscillano scontenti, di darsi un pò di tranquillità non hanno proprio capacità.
Segnali nella nebbia
Con questa nebbia molto fitta non vedo nulla nè a manca nè a dritta. Tutto è grigio, bianco e bagnato su questo oceano evaporato. Sento però, molto lontano, un suono lungo, come un richiamo. E’ certamente un’imbarcazione che mi segnala la sua posizione.
Maestrale
Dal Sahara con fervore lo scirocco porta calore.
Da nord-est assiderata spira la bora molto arrabbiata. Spazza il cielo il maestrale, furibondo e un pò glaciale.
Il colore del mare
- Quale colore vorresti usare per dipingere un bel mare?
- Vorrei sapere il colore vero, non importa se bianco o nero.
- Se il colore vuoi vedere, metti l’acqua in un bicchiere.
- Ehi, c’è forse qualche errore?
L’acqua del mare è senza colore.
Il gusto del mare
Poichè nell’acqua c’è sale marino, ci aggiungiamo il rosmarino, altre erbe profumate e persino le patate.
Ci aggiungiamo i vermicelli poi, invece ai fornelli, tutto quanto ben quociamo sopra il fuoco di un vulcano. Uno scorfano, un’orata, una triglia profumata. Questa sera, in fondo al molo, io mi porto il tovagliolo.
A gonfie vele
Su una zattera senza vela isso sull’albero qualche tela. Una bandiera, un tovagliolo e la camicia del mio figliolo.
Se uno spinnaker potessi spiegare, o almeno un fiocco sull’albero alzare, la mia speranza di approdare potrei forse realizzare.
Uragano
Che cosa fa montare la collera del mare? Non i pesci che lo popolano, non le navi che lo navigano. E’ stato il vento, il vento rabbioso che urla al largo e soffia impetuoso.
La perla
Un’ostrica sbadata, una sera assonnata, beata sbadigliò e la sua perla mostrò. Passata qualche ora, l’ostrica si svegliò ma dentro le sue valve la perla non trovò.
Morale:
se sei un’ostrica non sbadigliare o il tuo tesoro potran derubare.